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CONTROCHIAVE TI INVITA A PARTECIPARE A

ROMA | PARCO ARCHEOLOGICO DEL COLOSSEO | GIUSTIZIA | BALLO 308 | 27 SET > 4 OTT

 

GIUSTIZIA | BALLO 308

un progetto di Virgilio Sieni

27 settembre > 4 ottobre 2020

Foro Romano – Parco archeologico del Colosseo, Roma

nell’ambito del Festival Letterature

a cura di Andrea Cusumano e Lea Iandiorio

per l’iniziativa Insieme – lettori, autori, editori

in collaborazione con Libri Come e Più libri più liberi

L’iniziativa è promossa da MiBACT, per il tramite del Centro per il libro e la lettura, dalla Regione Lazio e da Roma Capitale. Organizzato da AIE (Associazione Italiana Editori), Istituzione Biblioteche di Roma e Fondazione Musica per Roma. In collaborazione con il Parco Archeologico del Colosseo e Zètema Progetto Cultura.

Il progetto Giustizia | Ballo 308 è in partnership con Romaeuropa Festival.

GIUSTIZIA | BALLO 308

un progetto di: Virgilio Sieni

collaborazione e cura: Giulia Mureddu, Lucia Sauro e Delfina Stella

Giustizia | Ballo 308 è un progetto di Virgilio Sieni ideato appositamente per il sito storico del Parco archeologico del Colosseo a Roma e si inserisce nell’ambito del Festival Letterature.
Il progetto include un percorso di creazione a cura dell’Accademia sull’arte del gesto rivolto a cittadini di ogni età che si terrà dal 27 settembre al 4 ottobre, concludendosi con una performance aperta al pubblico. La creazione site specific abiterà gli spazi del Foro Romano, all’interno del Parco archeologico del Colosseo, dall’1 al 4 ottobre.

Il percorso è rivolto ad un gruppo di cittadini di ogni età e provenienza che si tramanderà delle sequenze di gesti. Il loro muoversi e commuoversi restituirà un paesaggio inconsueto di “abitanti in ascolto”, archeologicamente spinti dalle macerie per proporsi come comunità che viene. I cittadini interpreteranno una successione di immagini sulle forme della vicinanza e dell’adiacenza, sul corpo ospitato dalla natura e dalla storia, sul corpo e il gesto come sostanza archeologica accarezzata dal tempo. Ogni quadro propone un modo umanistico di ascoltare la lezione delle rovine e come l’aperto possa rappresentare quell’elemento sorgivo che ci mette in contatto con la fragilità delle cose.

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PER INFORMAZIONI
Centro nazionale di produzione della danza Virgilio Sieni
Tel. 055 2280525
[email protected]
www.virgiliosieni.it

Questa frase l’abbiamo letta spesso in questi giorni, pronunciata anche da responsabili istituzionali come il ministro Franceschini.
Eppure, non sembra proprio che sia così.  

Per la maggior parte delle attività produttive sono stati previsti protocolli e percorsi di uscita dall’emergenza; per le attività culturali, spettacolo dal vivo, scuole d’arte, teatri e auditorium invece poche parole concrete.
Operatori culturali, artisti e tecnici sono tra le categorie più colpite da questa crisi perché da sempre ai margini del sistema, precari a tal punto da non rientrare, in molti casi, nemmeno nei sostegni economici stabiliti dai recenti provvedimenti governativi.
L’emergenza questo settore la vive da sempre, ma stavolta rischia di essere spazzato via.

Eppure, la cultura proprio in questa situazione non solo non deve essere solo “parte di un problema”, ma può essere invece parte della soluzione Così come il flashmob sonoro del 13 marzo, all’inizio della ‘quarantena’, seppe confortare e incoraggiare milioni di persone frastornate e spaventate, innescando percorsi di resilienza virtuosa, così oggi, nel momento della ripartenza, l’iniziativa culturale e il gesto artistico possono infondere speranza e contribuire a ricostruire un immaginario positivo in una società ferita moralmente ancora prima che economicamente e socialmente. 

Per questo chiediamo a tutti di avere coraggio: alle Istituzioni il coraggio di provvedimenti senza precedenti  a sostegno della cultura e dello spettacolo dal vivo, che vada oltre l’emergenza; agli operatori, agli artisti, e quindi anche a noi stessi, il coraggio di pensare forme diverse e innovative di proposta artistica; ai fruitori, a tutti voi, il coraggio di tornare ad assistere a uno spettacolo, a frequentare i luoghi della cultura, a sostenerli.

Il mondo degli operatori culturali non è mai stato fermo, in questi mesi, e la condivisione di idee e soluzioni stanno arricchendo come forse mai il dibattito.
Un tema forte è quello degli spazi: c’è urgenza di conoscere come poter gestire i nostri spazi, ma anche come poter rioccupare gli spazi pubblici
Per isolare il virus e liberare i corpi oggi sappiamo che può essere praticabile la gestione di incontri in luoghi aperti. Allora iniziamo ad aprire le piazze, rendiamo possibile l’occupazione di queste per fini culturali (lezioni, laboratori, concerti, incontri). Provino le istituzioni a favorire questo percorso rimuovendo qualcuno dei tanti ostacoli imposti dai vari regolamenti. Ad esempio rendano i luoghi all’aperto occupabili dietro una semplice comunicazione di nulla osta, senza balzelli di occupazione suolo, o Siae, forniscano la possibilità di allaccio elettrico gratuito per iniziative culturali di piazza, ecc.

Insomma la cultura non può chiudersi. 

Capiamo, veramente, insieme, come tornare a renderla pubblica  e fruibile per tutti.

Associazione Culturale Controchiave

 

Il progetto, in fase di realizzazione (inizio attività ottobre 2019), intende offrire ai richiedenti asilo e rifugiati vittime di tortura un percorso di riabilitazione psicosociale, attraverso un’opzione terapeutica non convenzionale per contribuire in modo efficace e duraturo al percorso di integrazione, incidendo positivamente sulle condizioni di marginalità sociale che accomuna questo target.

Nello specifico, il progetto consiste nell’organizzazione di un laboratorio musicale di percussioni di un gruppo eterogeneo di 10 beneficiari, della durata di 3 mesi, con cadenza settimanale (sessioni di 4 ore a settimana). Il laboratorio è stato avviato dal Consiglio Italiano per i Rifugiati, in collaborazione con l’Associazione culturale Controchiave, che mette a disposizione i propri professionisti, gli strumenti musicali e gli spazi necessari per tale attività. Sono previste delle borse-lavoro per i partecipanti al progetto. La scelta di questa attività nasce dalla riflessione che un laboratorio musicale offre ampie possibilità di espressione, comunicazione, interazione, condivisione e crescita. In particolar modo un laboratorio musicale di percussioni è accessibile a tutti, indipendentemente dal grado di conoscenza e preparazione musicale, invita all’ascolto di sé e dell’altro, è esercizio fisico, aiuta a rilasciare tensioni; offre inoltre concrete possibilità di realizzare percorsi individuali e d’insieme atti a sfruttare a pieno gli aspetti formativi, educativi e, in generale, di crescita e realizzazione dell’individuo attraverso i canali del linguaggio e della creazione. Dopo una prima fase di apprendimento, periodicamente il progetto prevede incontri di esercitazioni di gruppo con l’orchestra “Fanfaroma” nata all’interno di Controchiave, per poter partecipare insieme a festival nazionali ed internazionali.

Non è la prima volta che controchiave è titolare di un progetto con finalità sociali. In passato abbiamo collaborato con case famiglia organizzando laboratori e corsi musicali, con gli istituti penali per minorenni di diverse città italiane nell’ambito del progetto “In viaggio con l’arca” che consentì di attivare percorsi educativi, formativi e pre-lavorativi con adolescenti a rischio primario e con bambini e bambine e/o adolescenti entrati in conflitto con la legge, gli interventi nelle scuole ecc. In questo progetto abbiamo contribuito con quello che noi sappiamo fare meglio, essere un’associazione. Un’associazione che contribuisce a costruire identità individuali e collettive che tende a sviluppare nuove forme di socialità attraverso gli strumenti che la cultura fornisce.