Reptilarium: la nuova esperienza di ProjectXX1

Quando ProjectXX1 chiama, io rispondo.

di Tiziana Battiston

Seguo ormai da tempo questo gruppo dal nome misterioso che ha il merito, tra le altre cose, di aver portato il teatro immersivo in Italia: esperienze, e non semplicemente “spettacoli”, che trasportano lo spettatore in mondi paralleli, lo coinvolgono, gli danno ruolo attivo, lo sorprendono e lo sballottano in storie complesse e sfaccettate, dai molteplici piani di lettura e con decine di bivi da prendere man mano che l’esperienza si dipana.

Con Project XX1 lo spettatore si fa parte della scena, si fa accompagnare nella storia dagli attori, e decide come e quando agire per creare di volta in volta la propria esperienza.

Suona strano? Allora proviamo così: ve li ricordate i librogame? Ecco: provate a immaginare un librogame dal vivo. Aggiungeteci storie imprevedibili, attori appassionati e pieni di talento, la vostra voglia di giocare e di farvi personaggio, intrecci articolati e sorprendenti che vi incastreranno il cervello, sottoboschi di realtà parallele, oggetti di scena da toccare, spostare, portare in giro. Questo è quello che ci si può aspettare da Project XX1 in una situazione… normale.

Quando Project XX1 incontra le restrizioni anti-Covid, non rinuncia all’esperienza immersiva e crea Reptilarium  ,  pensato per la fruizione digitale in tempo reale. Basta una connessione internet, il proprio telefono, un indirizzo e-mail e un account Facebook per un tuffo in un futuro distopico chiuso in lockdown permanente, in cui ci si aggira tra personaggi senza scrupoli, ragazze dal cuore d’oro e colpi di scena dietro l’angolo.

Acquistato il biglietto su https://www.projectxx1.com/reptilarium arriva una mail di conferma per data, orario e modalità di partecipazione. L’esperienza di Reptilarium si fa in 4 ore (sì, sembrano tante, ma non vi fate spaventare – è possibile di arrivare alla conclusione della storia un po’ prima, come è successo a me) o in due tranche da 2 ore ciascuna.

Vi racconto come è iniziato il mio Reptilarium: alle 18, ora d’ingresso concordata, ricevo una mail con un’offerta di lavoro da parte di una fantomatica agenzia, The Garden. Potrei essere adatta a posto di lavoro come Oculus.

Visiono i materiali informativi che mi hanno mandato e sento quasi subito che c’è qualcosa di poco chiaro, di ambiguo, in quest’agenzia – nonostante la presentazione allegra e positiva, tutta sorrisi e vestitini gialli. Trovo questo buonumore inquietante, specie se siamo in uno stato che non esiterei a chiamare di semi-dittatura, in cui non si esce senza un patentino di immunità che non tutti hanno: mi sembra ci sia qualcosa fuori posto, ma decido comunque di farmi avanti, se non altro per saperne di più.

In qualità di Oculus potrei diventare l’accompagnatore virtuale dei Fiori dell’Agenzia… nome grazioso per descrivere accompagnatori professionisti al servizio dei desideri dei clienti di The Garden. L’Oculus è l’occhio attivo che scruta e che controlla, un Grande Fratello a ore che assicura il livello di prestazione ottimale e aziona meccanismi-rete per l’incolumità dei Fiori. Così dicono. Sarò pronta? Sarò in grado? Ma… è legale questa cosa?

Iniziano i test attitudinali, e sembra le mie risposte siano soddisfacenti, perché poco dopo posso iniziare il training con l’Agenzia. Mi mandano dei video didattici su WhatsApp, rispondo alle loro domande e agli stimoli del mio trainer cercando di trattenere le informazioni.

Sto davvero parlando con qualcuno? C’è qualcuno dietro allo schermo? Qui è tutto così strano… ricevo video di formazione in cui bot mi istruiscono e mi insegnano quali saranno i miei compiti di Oculus.
Uno dei video in particolare mi mette inquietudine. Potrei forse chiudere un occhio sui servizi dei Fiori, ma… questo altro non è che un interrogatorio, condotto a martello da una voce robotica che demolisce ogni resistenza dell’uomo che tenta di difendersi dal suo assalto… fino a confessare cosa ha fatto con il Fiore. Ma che razza di Agenzia è questa…?!

Poco dopo, ricevo un messaggio da un numero sconosciuto su WhatsApp – una foto profilo in cui si intravede solo una scritta. Qualcuno mi scrive con un modo di fare spiccio. Questo qualcuno sa già che sono entrata a far parte dell’Agenzia (questa storia non mi piace…!) e sonda la mia volontà a sostenere un bene maggiore… ma le mie domande rallentano il tutto e la conversazione si interrompe bruscamente, accidenti a me. L’Agenzia mi aveva avvisato di possibili attacchi per carpire informazioni, ma pensavo fosse un messaggio anti-phishing di routine! E se fossero i dissidenti di cui si sente parlare? Quelli che vanno contro il governo?

Questo scambio concitato non fa che rafforzare la mia sensazione iniziale: qui qualcosa non va, ma cosa…? Improvvisamente i miei video didattici si interrompono ed entra in contatto con me una ragazza, che sarà la mia compagna d’avventura – Oculus lei stessa, ha perso i contatti con il suo Fiore Magnolia durante un incontro da lei supervisionato. Il telefono del Fiore è spento e improvvisamente l’Agenzia le impedisce l’accesso ai pannelli di controllo: sale il ritmo e la ragazza mi pressa, ha bisogno di me. Ma che c’entro io?!

Punto i piedi ma alla fine non posso fare altrimenti, non posso far finta di niente: mi lascio trascinare in un vortice di mail, documenti falsi, video e telefonate dal fitto sottomondo di personaggi che sembra popolare Reptilarium. Scoprirò fin troppo presto che la mia voglia di starmene in disparte è molto meno forte del bisogno dell’Oculus e trovo un modo spiccio ma curiosamente efficace di gestire richieste e contatti con i falsari, aggirando la sorveglianza dell’Agenzia e sfuggendo al peggio, probabilmente per pura fortuna, lo ammetto.

E sempre fin troppo presto mi accorgo che la cara Magnolia è una donna molto, molto inquietante: i dossier su di lei non promettono nulla di buono, e i suoi deliri durante le sessioni psicologiche a cui assisto mi sconcertano. Di certo non ha raccontato la verità al suo povero Oculus, che non vuole accettare le informazioni che le passo man mano, miope a causa del suo amore per Magnolia… e adesso ci sono dentro anch’io in questa storia… fino alla scelta finale. La teca… o la libertà?

ProjectXX1 è una garanzia. Garanzia che non avete idea di quello in cui vi state cacciando.


Reptilarium – il futuro ha il sangue freddo

Drammaturgia Alessandro D’Ambrosi Anna Maria Avella Fabiana Reale Riccardo Brunetti Sandra Albanese Silvia Ferrante

Regia Alessandro D’Ambrosi Riccardo Brunetti

Con Santa de Santis Michele Bevilacqua Emanuele Cerman

e con Gabriele Carbotti Elisabetta Mandalari Malvina Ruggiano Adriano Saleri Marco Usai

Con la partecipazione di Chiara Capitani Elisa Poggelli Martino Fiorentini Anna Maria Avella Riccardo Brunetti Alessandro D’Ambrosi Sandra Albanese Susanna Valtucci Costanza Amoruso Silvia Siravo Silvia Ferrante Fabiana Reale Arianna Brunetti Simone Petrucci Annabella Tedone Carlotta Sfolgori Danilo Frati Stefano Fregni Elisabetta Girodo Angelin Dario Biancone Benedetto Farina Irina Mian Michele Cavallo Jacqueline Sciannella Alessandro D’Ambrosi Sr.

Montaggio Alessandro D’Ambrosi

Sound design Riccardo Brunetti

Operatore Simone Palma

Costumi Sandra Albanese

Digital Strategist Fabiola Ietto

Grafica Ilaria Passabì

Grafica addizionale Valeria Marzano

Consulenza grafica Francesco D’Agrippino

Consulenza web Luca Callocchia

Staff Ilenia Lanni Augusto Donati Gorgone Sicomoro

Media Partner The Parallel Vision

Uno speciale ringraziamento a Filippo Donati Nicola Donati Costanza Amoruso Danilo Ferrante

roberto ciccio
[email protected]
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