Il programma della Festa per la Cultura 2020

SABATO 18 LUGLIO

 

Piazza del Teatro

20.00 – Frasca Quartet

(Miguel Charles sax, Stefano Cesari c.basso;  Arturo Valiante piano; Massimo Frasca batteria)


 

21.00 – Concrete Utopias Suite improvvisata sullo storico

discorso di Martin Luther King “I have a dream”

basata su composizioni di Duke Ellington, Charles Mingus, Thelonious Monk and Max Roach

a cura di Angelo Olivieri (tromba) e Bruce Ditmas (batteria)

 


21.30 – Aurelio Gatti  DANZA PITTURA

Performance di danza e pittura con opere di Marilena Sutera

ideata da Aurelio Gatti con MDA Danza.

 

 


 

22.00/22.15 – Solomovie Francesco Cusa plays Buster Keaton”

Francesco Cusa – drums, composition, live electronics

 

 

 

BELVEDERE

 

20.00 – Fanfaroma

 una street band che ribatte i suoni dell’Italian Funk col suo organico di musicisti di varie provenienze, poeti, visionari, camafori e sognatori. Un organico di irregolari, confusi e stupiti urlatori, convinti che la musica debba essere fatta nelle piazze e nelle strade, che possa essere fruita al di fuori dei grandi eventi riscoprendone il ruolo sociale, politico, estemporaneo, surreale. Un ensemble di 18 elementi che tra gran cassa, trombe, sassofoni e rullanti esprime gli andamenti del jazz, del funk, del raggae e del blues.  Il risultato é un repertorio frizzante ed energico, molto divertente, ma che mantiene la qualità come base imprescindibile.


20.30 con replica alle 22.30 – Marta Paganelli – Breve Monologo teatrale “Mare Giallo” dal diario di una volontaria nei campi Saharawi

Lo spettacolo nasce dalla forte esigenza di mostrare un’esperienza semplice, che può cambiare la vita, e lo fa scegliendo proprio un punto di vista inesperto, goffo e inizialmente disinformato. La protagonista ci presenta il suo mondo, un mondo in cui i pensieri si affastellano, in preda ad un’ansia che non trova sfogo, in cui si DEVE sempre fare qualcosa, anche se non sappiamo bene né cosa, né perché. Non si cerca di raccontare in maniera cronachistica gli avvenimenti che hanno portato alla creazione dei campi profughi in Algeria o di fare una sorta di spettacolo/documentario su come i Saharawi vivano. Si osserva una parte di un’esperienza da un punto di vista del tutto personale. Dalla paura dell’inizio, alla preparazione della valigia, alle piccole scoperte di una vita fatta di gesti quotidiani, anche nel deserto. E all’interno di questa quotidianità i confini si annacquano, le distanze si accorciano, l’idea di “diverso” smette di essere così netta. In questa storia si parla di un viaggio. Un viaggio non solo nello spazio, ma nella mente, per ritrovare me stesso, l’altro e l’altrove.

 


21.00 con replica alle 23.00

Roberta Caronia  – “La signora delle lettere” di Alan Bennet

 

 

 

 


21.20 – concerto jazz di Davide Grottelli (sax) e Francesco Mazzeo (chitarra)

con interventi teatrali di Tiziana Foschi

 

 

 

 


Con incursioni teatrali della Palestra dell’Attore di Controchiave

Mostra fotografica a cura di Photoup “ facce da murales “

 

ULIVI - Spazio Libri

 

Ore 20.00  –  Controchiave presenta:  “Come Dante può salvarti la vita” Di Enrico Castelli Gattinara

Nell’era dell’effetto Dunning-Kruger, quella distorsione per cui chi meno sa più crede di sapere, è bello scoprire che invece ci sono stati casi – e tanti – in cui sapere, ricordare ha fatto letteralmente la differenza tra vivere o morire, tra fortuna e miseria, tra resistenza e disperazione. E non il conoscere pratiche estreme di sopravvivenza, ma il fatto di riportare alla mente il brano di un grande classico imparato a memoria ai tempi della scuola, di sapere dove posare le dita davanti a uno strumento musicale, di riuscire a interpretare un dipinto o una scultura, di comprendere un’opera teatrale. Il fatto di avere un piccolo ma solido bagaglio di cultura. Sì, cultura. Enrico Castelli tutti i giorni deve trovare il modo per convincere i suoi ragazzi che sapere serve. E quando loro sbuffano alla richiesta di imparare qualche verso di Dante a memoria, racconta loro la storia di un uomo che grazie a quelle terzine è sopravvissuto al campo di concentramento.

 


Dalle 21:00 alle 23:00 – La rassegna letteraria itinerante Autrici Autori in Vetrina a cura di Lucia Migliaccio e Barbara Cultrera presenta: “Libera non libera” di Alessia Nicoletti 

Allegra è una giovane donna, si è trasferita da Roma a New York e fa la giornalista. Ha lasciato la famiglia, l’Università, le illusioni ma soprattutto una brutta storia a casa ed è volata lontano, nella città delle seconde possibilità. Tenace ed orgogliosa crede molto nel potere dell’informazione, quella vera, quella in grado di cambiare il mondo e tenta di farlo ogni giorno nel miglior modo possibile, scontrandosi contro un sistema maschilista in cui la donna percepisce uno stipendio inferiore ad un uomo che occupa la stessa posizione lavorativa, oppure dove una donna ha paura di affrontare una gravidanza poiché potrebbe non ritrovare la sua scrivania una volta rientrata dalla maternità, o ancora dove una donna dopo aver subito uno stupro o un tipo di molestia deve sentirsi dire frasi del tipo “la donna è fonte di desiderio, è un istinto primordiale.” O “se non avesse voluto attirare l’attenzione, non avrebbe dovuto vestirsi in quel modo.” O ancora “va bene tutto, ma se indossi il perizoma è perché ti vuoi levare i Jeans…”. L’autrice ci dona un’opera in cui il femminicidio, la disuguaglianza tra i sessi, sono affrontati con rigore e sensibilità.

 


“Maschere letali” di Fabio Mulas

La storia è costruita sulle dinamiche del giallo poliziesco con però elementi e richiami della tradizione sarda, ai quali l’autore, Fabio Mulas, è legato.
Due uomini sono uccisi in circostanze analoghe, scuotendo l’entroterra di tutta la Sardegna. L’assassino sfigura le sue vittime lasciando sul volto delle riproduzioni di Mamuthones, la maschera tradizionale più diffusa sull’isola. Guidati dal maresciallo Gavino Melis, i carabinieri di Santa Maria de Forraxi non riescono a individuare quale mente si cela dietro quelle macabre esecuzioni.
Il coraggioso comandante e i suoi uomini dovranno districarsi tra antichi rituali, codici d’onore e false piste per giungere alla risoluzione dell’enigma. Tutto ciò basterà per incastrare il misterioso killer?

 


“Onorevoli ipocrisie” di Alfio Cataldo Di Battista

Tre amici quarantenni, l’età in cui molte certezze vengono rimesse in discussione, vivono senza grossi scossoni nell’entroterra abruzzese fino al giorno in cui uno di loro, candidato nella lista che vincerà le elezioni in paese, sparisce misteriosamente alla vigilia del voto. Sua moglie, figlia di un ricco costruttore ha i nervi a pezzi e tenta il suicidio dal quale però viene salvata in extremis. La ricerca dell’amico scomparso metterà gli altri due a dura prova poiché si troveranno di fronte a uno scenario inaspettato, un mondo dai contorni opachi, fatto di sotterfugi e falsità, archetipo di una società malata, priva di certezze e senza alcun punto fermo. Le storie personali dei protagonisti si mescoleranno così alle vicende legate a uno scandalo politico di portata nazionale che scuote i malfermi equilibri del loro piccolo paese montano. Situazioni scabrose metteranno a nudo i limiti di una comunità decadente, pervasa dall’ipocrisia sullo sfondo di una politica spietata che mastica le persone divorandone l’anima. La tranquilla quotidianità del paese e dei protagonisti verrà sconvolta dalle vicende giudiziarie di un’importante famiglia che tenta di conquistare i piani più alti del potere ma cade rovinosamente, vittima sacrificale di un sistema che non perdona gli sgarri

 

 

DOMENICA 19 LUGLIO

Piazza del Teatro

 

Massimo Popolizio “PILATO”

 

Nel capolavoro “Il Maestro e Margherita” di Michail Bulgakov, uno dei diversi piani del racconto si svolge in Giudea e ha come protagonisti il procuratore romano Ponzio Pilato e Jeshua Ha-Nozri (nome aramaico di Gesù, utilizzato da Bulgakov), mite predicatore a processo con l’accusa di istigazione alla rivolta contro entrambe le autorità, spirituale e politica, di Gerusalemme.

In scena è il monologo PILATO, con Massimo Popolizio e musiche originali ed eseguite dal vivo da Stefano Saletti, Barbara Eramo

Massimo Popolizio offre un’ interpretazione magistrale del lavoro di Bulgakov, con parole e descrizioni, già evocative, trasformate letteralmente in vita reale: il palco, privo di qualsiasi scenografia, diviene il cortile di Pilato e l’attore, con la sola mimica e i repentini cambi di tono e registro ci appare ora come il vagabondo incatenato e vestito di stracci, ora come il procuratore, con il mantello purpureo e seduto su un seggio che torna ad essere lo sgabello dell’attore a fine spettacolo.

Stefano Saletti è attivo da quasi vent’anni nel campo della world music e in particolare delle sonorità tradizionali mediterranee, dapprima con la ricerca musicale effettuata con la band Novalia e attualmente con la Piccola Banda Ikona, che si occupa di esecuzione di brani originali, arrangiamenti e riletture, oltre che di workshop e laboratori sulle sonorità mediterranee.

Ad accompagnare le sequenze di Saletti c’è la bella voce di Barbara Eramo, anche lei fra gli artisti del progetto Piccola Banda Ikona e da tempo rappresentante di spicco della world music italiana, principalmente per quel che riguarda le influenze mediterranee e mediorientali.

Lo spettacolo, oltre a essere una grandissima prova d’attore di Popolizio costituisce una vera e propria esperienza musicale, in un esempio di perfetta sinergia fra testo scritto, interpretazione e commento sonoro cui consigliamo di assistere in eventuali future repliche.

FESTA PER LA CULTURA 2020

Domenica 19 luglio 2020 ORE 21.00 – parco della scuola Principe di Piemonte via ostiense 263c

per l’ingresso è prevista la prenotazione obbligatoria al seguente link

PRENOTAZIONE ON LINE SU EVENTBRITE

 

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